Lottizzazione abusiva anche in caso di realizzazione di opere agricole

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A stabilirlo è il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1878/2018, in cui i giudici sono stati chiamati ad esprimersi sulla questione relativa alla realizzazione di lavori ufficialmente finalizzati al miglioramento delle condizioni di svolgimento del lavoro agricolo. I proprietari di un terreno destinato ad  attività agricole, infatti, con il consenso del Comune in cui esso è ubicato, avevano realizzato interventi di recinzione e di creazione di un pozzo, con annessa costruzione di un manufatto in legno. Erano stati, inoltre, creati l’impianto elettrico per il recupero di acqua dal pozzo e una strada di collegamento dei vari lotti.

Secondo il Comune la realizzazione di tali interventi costituiva una lottizzazione abusiva, poiché, considerata la natura degli lavori eseguiti, essi erano stati realizzati allo scopo di modificare la destinazione d’uso del terreno da agricolo a residenziale.

In tal senso si sono espressi anche il Tar, prima, ed il Consiglio di Stato, poi,  ritenendo che le opere realizzate costituissero l’avvio di una procedura di trasformazione urbanistica, non conforme alle prescrizioni contenute nel vigente strumento urbanistico. Il terreno avrebbe perso, secondo i giudici, la propria configurazione originale; la natura stabile del manufatto di legno, peraltro parzialmente arredato, nonché la presenza di opere di sbancamento e di livellamento del terreno, con relativa realizzazione di fondazioni di calcestruzzo, celano l’intenzione di realizzare una lottizzazione abusiva sostanziale per utilizzare il terreno ai fini residenziali, con conseguente aumento del carico urbanistico.

Per tali motivi il Consiglio di Stato ha deliberato la rimozione delle opere realizzate.

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