Norme tecniche per le costruzioni, attesa la circolare applicativa entro luglio

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Le NTC 2018 sono risultate applicabili già a partire dalla loro entrata in vigore, avvenuta lo scorso 22 marzo. Si resta, tuttavia, in attesa della circolare applicativa, che, secondo il Prof. Edoardo Cosenza, componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e docente di tecnica delle costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II, potrebbe essere pronta entro luglio.

I capitoli 2,3,4,6,9 e 10 delle istruzioni applicative alle nuove norme, utili a completare il quadro normativo generale, sono stati già presentati in assemblea al CSLP lo scorso 25 maggio. Gli argomenti trattati riguardano i principi fondamentali per la progettazione strutturale, alla base delle disposizioni applicative trattate nei capitoli successivi. Eliminato definitivamente ogni riferimento alle verifiche ed alla progettazione sulla base delle tensioni ammissibili, i tecnici si sono concentrati sull’ormai unico metodo di riferimento per la verifica di sicurezza, quello semiprobabilistico agli Stati Limite, con l’utilizzo dei coefficienti parziali.

La circolare approfondisce l’aspetto delle parti non strutturali spiegando che “i componenti, sistemi e prodotti, edili od impiantistici, non facenti parte del complesso strutturale, ma che svolgono funzione statica autonoma nei casi in cui il loro eventuale cedimento sia causa di conseguenze non trascurabili per la sicurezza, debbano essere progettati ed installati nel rispetto dei livelli di sicurezza e delle prestazioni previste per gli elementi a carattere propriamente strutturale”.

Delucidazioni anche sulla vita nominale dell’opera, ossia “il numero di anni nel quale l’opera, purché ispezionata e manutenuta come previsto in progetto, manterrà i livelli prestazionali e svolgerà le funzioni per le quali è stata progettata” e delle azioni sulle costruzioni da parte di agenti naturali, come neve o vento, o di elementi eccezionali, quali esplosioni o terremoti.

Sulle NTC 2018, tuttavia, occorre attendere la decisione del Tar Lazio, cui è stato presentato ricorso da parte del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Secondo il CNG, infatti, la nuova normativa non valorizzerebbe la figura del geologo, quale progettista specialista, e le sue specifiche competenze professionali. Di conseguenza, le NTC non garantirebbero adeguata attenzione agli aspetti connessi “agli studi e alle indagini geologiche, da trasfondere nella modellazione geologica, geotecnica e sismica, quali ineludibili elaborati di ogni livello di progettazione per le commesse pubbliche e per i lavori privati”. Le NTC 2018, secondo i Geologi, violerebbero la normativa vigente, che impone l’utilizzo di metodi e procedimenti della geotecnica per i calcoli di stabilità del complesso terreno – fondazione, “nella misura in cui prevedono l’utilizzo di relazioni, di correlazioni, di metodologie di natura empirica o di altri sistemi similari, non meglio specificati, per le verifiche di sicurezza e stabilità aventi rilevanza geotecnica, anche ai fini sismici”.

L’entrata in vigore delle nuove norme ha suscitato malcontento anche fra gli operatori della diagnostica e la sicurezza delle costruzioni (Co.Di.S), secondo i quali le nuove norme hanno assegnato il compito di analisi e diagnosi dello stato di salute di una struttura ai soli Laboratori prove e materiali. Il campionamento dei materiali sulle strutture esistenti, pertanto, sarà di competenza dei tecnici di laboratorio e non più di professionisti del settore, quali ingegneri ed architetti.

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