Sulle strade Anas arriva la pavimentazione anti-rumore

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Al via un innovativo progetto che ha coinvolto tecnici e studiosi dell’Anas e dell’Università di Pisa per la messa a punto di specifiche miscele, con l’obiettivo di trovare il bilanciamento tra i requisiti di minima emissione acustica, e quelli di adeguate caratteristiche di aderenza alle velocità di transito previste.

Accanto ad Anas e all’Ateneo pisano, hanno partecipato le imprese Asphalt Rubber Italia e Valli Zabban, per l’assistenza tecnica nella definizione e fornitura dei materiali specifici e l’impresa Lucos, che ha materialmente eseguito i lavori per conto Anas.

Già, perché il progetto è già in fase di sperimentazione e attuazione.

Anas ha avviato ad inizio luglio i lavori di rinnovo della pavimentazione stradale sulla strada statale 73 “Senese-Aretina”, in attuazione di una sperimentazione di risanamento acustico su un tratto stradale di circa 2,6 chilometri, con un investimento di circa 800 mila euro, comprese le lavorazioni di rifacimento degli strati profondi. L’intervento è stato eseguito nella Provincia di Arezzo nei Comuni di Monterchi ed Anghiari, in provincia di Arezzo.

Le tratte sono state individuate presso la località “San Leo”, al Km 175-176, con estesa di circa 1600 m e limite di velocità di 70 Km/h, e presso il centro abitato delimitato de “Le Ville” al Km 168 circa della statale 73, con estesa di circa 900 m e limite di velocità di 50 Km/h.

L’attività ha visto la collaborazione da parte di Anas dell’Area Compartimentale Toscana, che ha curato la Direzione Lavori, della Direzione Ingegneria e Verifiche, che ha coordinato le attività e provvederà, tramite il Centro di Cesano, all’esecuzione delle misure delle prestazioni acustiche e della qualità superficiale delle pavimentazioni realizzate (verificando in particolare le caratteristiche di aderenza degli strati sperimentali, parametro fondamentale ai fini della sicurezza stradale).

Al progetto hanno collaborato poi l’Università di Pisa (Dipartimento di Ingegneria Civile ed Industriale), che già nel corso dei progetti Leopoldo (finanziato a suo tempo dalla Regione Toscana) e Nereide (in corso, finanziato come progetto LIFE dalla comunità Europea) ha maturato grande esperienza nello studio di pavimentazioni a bassa emissione acustica.

Gli strati antirumore realizzati sono di tre tipi:

  1. Tappeto di Usura tipo dense graded a tessitura ottimizzata realizzato con conglomerato bituminoso a caldo.
  2. Tappeto di Usura di tipo dense graded a tessitura ottimizzata confezionato a tiepido con bitumi additivati ad alta lavorabilità modificati con polimeri SBR/NR ricavati da polverino di gomma proveniente da pneumatici fuori uso secondo processo wet.
  3. Tappeto di Usura di tipo dense graded a tessitura ottimizzata confezionato a tiepido con bitume modificato ad alta lavorabità ed additivati con polimeri SBR/NR ricavati da polverino di gomma proveniente da pneumatici fuori uso secondo processo dry.

In termini semplificati, le tre miscele in conglomerato bituminoso studiate sono caratterizzate da una curva granulometrica “ottimizzata” in cui la particolare distribuzione delle dimensioni degli aggregati inerti nella miscela, è in grado di spostare una parte delle emissioni acustiche dovute al rotolamento dello pneumatico, su frequenze che vengono attenuate a breve distanza dal punto di contatto tra pneumatico e pavimentazione garantendo la bassa emissione acustica.

Nella seconda e terza miscela è stato previsto l’impiego del polverino di gomma, materiale derivato da uno specifico processo di frantumazione dei pneumatici fuori uso, che modifica le caratteristiche reologiche del legante bituminoso e di conseguenza le caratteristiche visco-elastiche del mastice bituminoso. Tale modifica consente di mantenere la tessitura della pavimentazione più stabile nel tempo e di conseguenza preservare la perfomance acustica. Nel caso del processo “wet”, il polverino viene impiegato in fase liquida, per dissoluzione nel legante bituminoso, nel processo “dry” invece viene aggiunto alla miscela come aggregato solido.

In ambedue i casi il processo di realizzazione prevede temperature non eccessivamente alte in fase di stesa, al fine di evitare la rottura dei legami zolfo, presenti nella gomma vulcanizzata. L’obiettivo è minimizzare quindi la produzione di fumi ed emissioni sgradevoli durante il processo di stesa.

Particolare cura è stata posta nella caratterizzazione delle emissioni gassose in fase di stesa. Nelle foto che seguono sono evidenziate le prove effettuate dalla ASL di Siena, con misurazioni degli inquinanti gassosi eseguite sul personale di cantiere, nei mezzi d’opera e mediante centralina posizionata a margine dell’area di cantiere. La quarta immagine illustra la temperatura del conglomerato al momento della stesa.

In aggiunta ai tre strati sperimentali, sono state effettuata anche delle tratte “standard” (la cosiddetta “usura standard tipo B”, presente nei capitolati Anas), per confrontare in condizioni ottimali le prestazioni di emissione acustica degli strati speciali con quelle prodotte dalle pavimentazioni ordinarie “nuove” e di queste ultime rispetto a pavimentazioni invecchiate o ammalorate.

Recenti risultati sperimentali (sia quelli derivanti dagli studi portati avanti dall’Università di Pisa, “Leopoldo” di qualche anno fa e con il progetto LIFE “Nereide”, tuttora in corso), nonché i risultati del progetto Europeo LIFE MONZA, permettono di prevedere un guadagno netto dell’ordine dei 4-6 dB nei livelli acustici emessi dagli strati di pavimentazione ottimizzati, rispetto alle pavimentazioni tradizionali.

All’atto pratico tuttavia, le operazioni che in futuro andranno a ripristinare anche tratti di pavimentazione datata o ammalorata, potranno produrre, nella percezione dei residenti interessati dal problema acustico, effetti positivi anche maggiori.

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